Torino : Olimpiadi 2006 e le nuove architetture

11-09-2004

È strano vedere quanto una città possa attivarsi, mobilitarsi, trasformarsi, riqualificarsi e rifarsi d’abito, solo quando manifestazioni importanti ricadono sul proprio territorio e richiedono necessariamente un progetto di pianificazione logistico e infrastrutturale.

Diversi sono gli interventi che stanno interessando la città di Torino in questo momento, tra gli altri: la costruzione di un centro culturale, una nuova copertura per il vecchio stadio comunale, un palazzetto del nuoto, un palahockey e un parco.
Nel nuovo centro culturale si trasferirà la biblioteca civica e si costruirà un teatro con due sale, una per la prosa e l’altra per ospitare eventi musicali; progetto questo dove la biblioteca è l’elemento dominante con uno spazio riconoscibile e di incontro per le diverse culture che ne usufruiranno; può ospitare cinquemila visitatori al giorno e gli spazi interni sono distribuiti in maniera tale da poter facilmente raggiungere i servizi che vi si trovano, come ad esempio la sala lettura per quotidiani e quella per l’ascolto della musica. I teatri saranno rispettivamente di milletrecento e quattrocento posti, collegati da un percorso che termina nella Torre Belvedere alta quaranta metri e che ospita negozi , bar e ristoranti.
La realizzazione del Palahockey è stata affidata alla creatività dell’ architetto giapponese Arata Isozaki; l’edificio con le sue dimensioni di 183 metri di lunghezza, 100 di larghezza e 15 di altezza e con un rivestimento in acciaio, ridefinisce un’area tale da delineare nuove spazialità ambientali e percorsi, determinando una riqualificazione territoriale che comprende anche lo stadio comunale e il parco di Piazza d’Armi. Il progetto è stato concepito come una struttura versatile che si adatta alle svariate esigenze, pronta a dialogare con l’esterno qualora fosse necessario, troviamo infatti tribune mobili e carrelli di trascinamento. La capienza del palahockey è di 12000 posti a sedere con aree riservate ai portatori di handicap e con spazi suddivisi in settori dalla capienza massima di 4000 posti.
Tutte queste opere cambieranno sicuramente da un punto di vista urbanistico e di riqualificazione territoriale una porzione della città di Torino!

Arch. Dario Fraioli


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