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| Tecnologia : Pavimento con riscaldamento radiante …. |
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10-06-2005
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Oggi sono stati fatti passi da gigante sui sistemi a pavimento riscaldato, dove la trasmissione del calore avviene per irraggiamento, evitando così di mettere in circolazione polveri ed acari e raggiungere un risparmio energetico del 30%.
Le prime applicazioni di impianti radianti a pavimento, sono state fatte circa 35/40 anni fa, con risultati poco confortanti, dovuti a sistemi che richiedevano elevati carichi termici i quali determinavano alte temperature superficiali e una notevole inerzia termica a causa dello spessore del massetto.
Attualmente però, il discorso è ben diverso: con l’alta tecnologia a disposizione e con lo sviluppo di materiali di nuova generazione, gli impianti radianti a pavimento, garantiscono un’ottima soluzione a quelli che possono oggi essere i problemi di comfort abitativo e di risparmio energetico delle nostre case. Esistono ad esempio tubazioni in materiale sintetico, con barriera anti ossigeno e resistenti alle alte temperature, poi sono stati studiati nuovi additivi ed armature che permettono una termoregolazione climatica più precisa e un abbassamento dello spessore della caldana fino a pochi centimetri. Ora tali sistemi assicurano un elevato isolamento termico verso il basso, una resistenza a carichi in movimento, una impermeabilizzazione di ambienti soggetti a infiltrazioni d’acqua e una più veloce propagazione del calore.
Nel passato il diverso coefficiente di dilatazione termica, tra il pavimento ed il massetto, causava spesso crepe sulle piastrelle, attualmente viene allestita sopra il massetto, una guaina desolidarizzante, che assorbe qualsiasi tensione da ritiro e da deformazione e in più aiuta a distribuire il calore in modo uniforme. Questi impianti permettono di realizzare un massetto di spessore ridotto, che supera appena il centimetro, partendo dalla struttura del pannello nel quale si incanalano le tubazioni.
Quindi con una combinazione delle su citate caratteristiche il riscaldamento a pavimento arriva a pieno regime dopo circa un’ora, rilascia calore dopo venti minuti e con le basse temperature d’utilizzo, che mediamente raggiungono i 50/55° C , otteniamo un risparmio energetico del 25/30%.
A conclusione di questa sintesi esplicativa su tali impianti, bisogna citare anche la concreta possibilità di realizzare un sistema di riscaldamento misto, ossia installare un unico circuito dal quale alimentare sia l’impianto radiante a pavimento sia i radiatori a muro.
Arch. Dario Fraioli
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