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    Il Vetro: materiale innovativo ad alte prestazioni ….
    25-08-2005
    Tra le diverse categorie di vetri studiati, sperimentati e prodotti, quello ad alte prestazioni si prefigge di ridurre il valore della trasmittanza (U) per limitare le dispersioni termiche, mantenendo pressoché inalterati, tutti gli altri aspetti funzionali che gli sono propri.

    Differenti sono le tipologie di vetro ad alte prestazioni, di seguito ne elenchiamo le principali:
    Vetro Bassoemissivo caratterizzato dalla capacità di diminuire l’emissività superficiale del vetro; nei sistemi con doppio o triplo vetro gli scambi termici avvengono per conduzione, convezione e irraggiamento, ma siccome la resistenza termica globale è dovuta agli scambi delle intercapedini d’aria, si può intervenire solo sulla radiatività e convettività di tale scambio. I vetri bassoemissivi presentano quindi una faccia ricoperta con un deposito di metalli e/o ossidi metallici di aspetto incolore, trasparenti nel visibile e riflettenti all’infrarosso. Il materiale così trattato ha una emissività molto bassa, infatti non assorbe e non espelle verso l’esterno la radiazione dei corpi interni riferita all’uso di apparecchiature elettriche, caloriferi, persone e pareti. Il termine bassoemissivo corrisponde al fatto che il vetro riflette anziché assorbire la radiazione calorica, dunque una superficie rivestita con questo deposito di metalli, riduce la sua emissività verso l’esterno a circa il 10% dell’energia incidente, contrariamente ad una non trattata che invece ne riemette circa il 90%. La posizione del rivestimento bassoemissivo, determina comunque un diverso atteggiamento del vetro, infatti se il sottile strato di materiale depositato, rimane all’interno, il vetro si comporterà da struttura ad alto guadagno solare, al contrario invece fungerà da filtro solare.
    Vetro TIM ( Trasparent Insulating Materials ) caratterizzato da una tipologia a sistemi geometrici e da una ad aerogel; la prima categoria sfrutta delle strutture geometriche ottenute con l’estrusione di materiale plastico o del vetro, che minimizzano le perdite termiche dovute agli scambi convettivi e radiativi all’interno di un doppio vetro. La categoria di vetri TIM aerogel è definita da due fogli di polimetilmetacrilato incorporati in vetrocamera bassoemissiva, costituiti da una struttura di silice microcellulare porosa e trasparente, la quale è in grado di fornire ottime prestazioni ottiche e termiche. I pori di tale struttura se mantengono un diametro minore della lunghezza d’onda della luce naturale, determinano un risultato di trasparenza molto elevato, ma in caso contrario, cioè quando il loro diametro ha dimensioni uguali o superiori a quelli della lunghezza d’onda della luce naturale, si hanno fenomeni di colorazioni tendenti al blu o al giallo; comunque una buona struttura è in grado di raggiungere valori di trasmissività luminosa e di guadagno solare pari a quelli di un vetro chiaro. Per quanto concerne il discorso della trasmittanza termica, l’utilizzo dell’aerogel è capace di eguagliare i risultati di una struttura opaca di un edificio ( 0,5-0,6 WmqK). Bisogna comunque considerare tali dati nell’intero contesto della finestra e quindi il valore della trasmittanza U potrebbe variare anche del 60/70% se la qualità dell’infisso non è di buona fattura. In conclusione, il TIM Aerogel di tipo monolitico, che si presenta sottoforma di lastre con spessore variabile dagli 8 ai 20 mm, è quello attualmente oggi più adatto per essere usato nelle normali finestre.
    Esistono in realtà molti altri sistemi innovativi di materiali trasparenti, definiti ad alte prestazioni, cromogenici, a selettività angolare, a retrocamera evacuata ecc. ecc. , queste ulteriori informazioni potete trovarle nelle lezioni di bioclimatica scaricabili dal nostro sito www.tholosarce.it .

    Arch. Dario Fraioli

      


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