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| Isolamento esterno delle pareti perimetrali |
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04-09-2005
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Diversi sono i sistemi di isolamento delle pareti esterne di un edificio, possiamo usare la tecnica dell’isolamento dall’interno, oppure quella dell’isolamento con intercapedine, ma sicuramente a parità di trasmittanza termica la posizione dell’isolante all’esterno risulta essere la più efficace.
Tale soluzione permette un notevole accumulo di calore nelle pareti che hanno a disposizione, in questo caso, una maggiore massa termica, si eliminano i ponti termici causati dalle travi e dai solai e si ha un rilevante aumento del comfort ambientale interno.
Le metodologie più usate nell’isolamento esterno degli edifici, sono chiamate a “cappotto” e a “facciata ventilata”; il sistema comunemente identificato come a cappotto, si basa nell’applicazione esterna di pannelli isolanti verticali, che vengono successivamente coperti da un sottile strato di intonaco protettivo, appositamente preparato. La coibentazione così fatta impedisce il naturale degrado degli edifici e per questo è particolarmente indicata per le ristrutturazioni. Adottare la tecnica di isolamento a cappotto significa come già precedentemente accennato, isolare in modo continuo l’intera superficie esterna eliminando i ponti termici che favoriscono la dispersione del calore e la formazione di muffe interne originate da condensa, significa anche proteggere le pareti dagli agenti atmosferici, rendere le condizioni termo-igrometriche dell’edificio stabili e ridurre lo spessore delle pareti a tutto vantaggio dello spazio utile interno.
La scelta del materiale isolante riveste una importanza enorme per la buon riuscita dell’intervento, si consiglia vivamente l’utilizzo di pannelli in lana di roccia, i quali hanno una certa stabilità nel tempo e non permettono dunque al variare delle temperature e dell’umidità, dilatazioni o fessurazioni dell’intonaco; aspetto anch’esso rilevante è che tale coibente a causa della sua natura inorganica, in caso di incendio offre un alto grado di sicurezza.
La posa in opera di tal genere di isolamento prevede un sottofondo della parete, compatto perfettamente sgrassato e che non trasudi umidità; se si posa su di un vecchio intonaco bisogna accertarsi che questo sia perfettamente ancorato oppure in caso contrario rimuoverlo nella sua totalità. In presenza di appoggio liscio, stendere la malta adesiva su tutto il pannello isolante, altrimenti se abbiamo una parete costituita da mattoni o blocchi, la malta va applicata in maniera puntiforme. La posa dei pannelli a giunti verticali sfalsati, avviene dal basso verso l’alto, facendo ben aderire alla parete il pannello con la malta e verificando che questa non penetri nelle giunture; successivamente all’incollaggio bisogna fissare meccanicamente i pannelli con dei tasselli che posizionati agli angoli del coibente, hanno lo scopo di punzonare l’isolante al supporto. Ora possiamo applicare un primo strato di rasatura, sul quale si stende la rete in fibra di vetro, che deve essere sovrapposta almeno di circa 10 cm ad ogni estremità e rafforzata con una ulteriore fascia agli angoli per non avere una discontinuità nell’armatura; la rete deve in seguito essere ricoperta da un secondo strato di rasatura in modo tale da creare una superficie che protegga il pannello isolante dagli agenti atmosferici. In ultimo quando lo strato di rasatura è completamente asciutto, si applica il rivestimento di finitura, in genere una pittura a base mineraria, che è sufficientemente permeabile al vapore d’acqua per favorirne la migrazione ed ha lo scopo di proteggere tutta la struttura dalle intemperie e dalle radiazioni solari.
Arch. Dario Fraioli
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