The Core è un nuovo centro informazioni progettato dall’architetto N. Grimshaw, all’interno del parco “Eden project” che accoglie la più grande serra del mondo, ed ha una innovativa copertura a spirali opposte.
Il progetto suscita grande interesse, in quanto il parco scientifico-tecnologico è composto da grandi biomi che formano 8 cupole di diverse grandezze, che ospitano flora tipica di svariate aree geografiche del pianeta, con climi molto differenti. Queste strutture sono realizzate in icosaedri geodetici, di acciaio galvanizzato, tenuti da un organismo spaziale sempre di acciaio e chiusi da un involucro a tripla membrana pneumatica in etilene tetra fluoro etilene. Il funzionamento energetico dei biomi, denota un progetto altamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, ma l’articolato sistema costruttivo dell’intero impianto, comprende anche edifici amministrativi, il Visitor’s Centre, grandi cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, un edificio che ospita un ristorante e per ultimo in ordine cronologico il centro informazioni denominato “The Core”.
Realizzato qualche anno dopo le grandi serre, l’edificio deve mostrare un forte carattere ed una consistente espressività nei confronti dei biomi per non essere identificato come elemento secondario, visto il suo ruolo importante legato al grande contenuto educativo; è ripartito infatti in tre principali spazi: education centre con lo scopo di spiegare il ruolo del mondo vegetale nell’ecosistema, sale per ospitare mostre temporanee e permanenti e spazi per eventi pubblici.
Attorno all’epicentro della struttura, si sviluppa un corridoio circolare dotato di pannelli espositivi, il piano terra a doppia altezza serve per le manifestazioni pubbliche e ospita i temi legati all’energia e alla fotosintesi. Il livello intermedio accoglie quattro aule, ognuna con accessi indipendenti e con sistemi separati di acustica e ventilazione, determinando un perfetto comfort interno; nell’ultimo livello si trova una caffetteria con una terrazza che si affaccia verso l’epicentro.
L’involucro di copertura ricorda il profilo di una pigna o la testa di un girasole, sopra la struttura le scaglie sono realizzate in pannelli di legno iperisolati mediante carta riciclata con uno strato esterno, dotato di intercapedine ventilata, di rame. Da un punto di vista prettamente tecnico, nei punti di interfaccia delle varie scaglie, lungo la linea di pendenza di queste, si è determinato un salto di quota di almeno 15 cm, in modo da fornire sempre una certa continuità idraulica e tenuta dell’acqua.
Tutto il pacchetto di copertura isolata, che è ventilata sotto il manto di rame, è completato verso l’interno da una barriera al vapore e da una lastra di gesso rivestito. Come è facile vedere, alcuni elementi romboidali svettano in alto come aculei di una pianta grassa e permettono di avere lucernari triangolari che captano luce. In corrispondenza della zona centrale dell’edificio, la copertura sbalza a mensola e sostiene una struttura secondaria che sorregge dei moduli fotovoltaici che fungono da pensilina per la terrazza della caffetteria; i moduli disposti secondo il miglior soleggiamento del tetto, forniscono oltre il 10% dell’energia necessaria alla struttura. Si stima che complessivamente, circa il 30% dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili e l’uso di pavimenti radianti negli spazi interni risulta essere molto efficiente.
Il rivestimento ligneo delle facciate è ventilato grazie ad una struttura secondaria e la stratificazione di facciata prosegue, dall’esterno verso l’interno, con una guaina di tenuta all’acqua, un pannello di legno truciolare, un ampio isolamento termico, una barriera al vapore e una doppia lastra di gesso rivestito. Le vetrate sono realizzate con telai di legno a taglio termico e camera isolante.
L’obbiettivo dunque è stato quello di creare uno spazio ciclico, in modo da percepire un percorso ben definito, organico e geometricamente controllato, dove i molteplici ingressi ne eliminano la gerarchizzazione dello stesso e inducono una naturale fruizione dell’edificio, che intende mantenere in seria considerazione nella sua evoluzione, i principi di una architettura sostenibile.
Arch. Dario Fraioli
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